Tre atenei milanesi si confermano in cima alla classifica dei poli degli studi che offrono i migliori stipendi, una volta che si è conquistata la laurea. Ci sono pochi movimenti ai piani alti della graduatoria dell'University report, aggiornato al 2017 dall'Osservatorio JobPricing insieme a Spring Professional, società di consulenza del gruppo Adecco. Secondo i risultati offerti da oltre 50mila rilevazioni, la retribuzione annua lorda di un giovane tra 25 e 34 anni che ha nel curriculum un titolo alla Bocconi di Milano è poco sopra 35mila euro, il 16,5% più della media nazionale fissata a 30.116 euro.

Alle sue spalle si posiziona il Politecnico di Milano (circa 33mila euro), poi l'Università Cattolica del Sacro Cuore (circa 32.500 euro). I dati vanno letti in un contesto lavorativo ancora difficile per chi ha conseguito la laurea: secondo Eurostat, risulta occupato entro tre anni dal titolo il 57,7% degli under 35 che avevano terminato l'educazione terziaria, a fronte dell'80,7% nell'Ue a 28. Un dato, relativo al 2016, in netto miglioramento rispetto al 53,5% del 2015 e il 49,6% del 2014, ma che resta da bassifondi della graduatoria: è il penultimo del Vecchio continente, migliore solo di quello greco. In Germania, per intendersi, entro tre anni dalla laurea lavora il 92,6% delle persone.

Per chi riesce a vincere la sfida di entrare nel mondo del lavoro, emerge che - dietro il podio degli stipendi a tinte lombarde - si trova la Luiss Guido Carli di Roma, che vanta un altro primato. I suoi laureati riescono infatti a spuntare un raddoppio della busta paga, con il prosieguo della carriera: se all'inizio guadagnano meno di 32mila euro, nella fascia d'età tra 45 e 54 anni arrivano a confessare stipendi da quasi 63mila euro. Gli altri istituti al top della classifica delle retribuzioni iniziali mantengono comunque progressioni di carriera di tutto rispetto, con miglioramenti degli assegni annui intorno al 90%.