Ormai ci siamo, manca davvero poco e palazzo Carciotti non apparterà più al Comune di Trieste poiché sarà dato, interamente, all’asta per una cifra che parte dai 21 milioni di euro.

Opera emblematica dell’architettura neoclassica cittadina, realizzata tra il 1798 e il 1805 dall’architetto Matteo Pertsch per volere del commerciante greco Demetrio Carciotti, sorge su di un’area un tempo destinata alle saline. Nella facciata principale si scorge lo stesso schema funzionale presente nel coevo (1801) Teatro Verdi, realizzato dallo stesso Pertsch con la collaborazione di Giannantonio Selva (attacco a terra bugnato, colonne di ordine gigante).

Una cordata di imprenditori italiani, ma soprattutto austriaci vorrebbe rifunzionalizzarlo per adibirlo ad hotel di lusso e residenze, ma anche a pubblici servizi e ad attività commerciali di alta fascia. Certamente favorevoli alla sua rinascita ci domandiamo se questa sia l’unica strada per salvarlo dal degrado in cui versava o se erano ipotizzabili altre soluzioni, che magari lo riqualificassero in toto o in parte come spazio museale o espositivo o che lo destinassero a polo bibliotecario, in cui far confluire ed ampliare quelli già presenti in città.

Carlo De Cristofaro