Bye bye Open Space, questo sembra essere il canto del cigno del sistema nato per migliorare le comunicazioni e la produttività sui luoghi di lavoro, che poi si è spesso rivelato un insuccesso. Gli Open Space hanno rappresentavano un must per le imprese che volevano “aprirsi”, riducendo la gerarchia, sia nel contatto col pubblico, sia al loro interno mostrandosi “orizzontali”. Ma soprattutto sono un ottimo sistema per controllare sé e gli altri mentre si lavora ed al contempo velocizzare lo scambio di informazioni aumentando la produttività e razionalizzando gli spazi attraverso l’utilizzo di strutture modulari e flessibili. Cavallo di Troia gli smartphone, che continuamente richiamano la nostra attenzione, distraendoci e facendo distrarre chi c’è accanto.

Come superare questo impasse?

La futorologa Nicola Millard, propone di uscire dai canonici luoghi di lavoro per approdare nei Coffices, unione di caffè ed ufficio. Corsi e ricorsi storici quindi quelli dell’era del digitale 2.0, in cui si ritornerà a lavorare nei Caffè, come per gli artisti della Belle Époque, questa volta però con il notebook ed il Wi-Fi sempre connesso.

Carlo de Cristofaro